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mercoledì 13 marzo 2013

A proposito di cervi e caprioli


sono anni che arrivano fino in via Tagliamento !

la foto è di qualche anno fa a Salt di Povoletto (verso Primulacco). Quando ho incrociato il cervo nel bosco, non ho avuto il tempo di accedere la macchina fotogr.

Cervi e caprioli ora alle porte di Udine

Nel parco del Torre vive da un anno “Bambi” con la sua famiglia. Censiti 70 ungulati e in primavera aumenteranno del 50%




 

giovedì 21 febbraio 2013

Volpi con rogna e cimurro

mi sa che passeggiando con i cani, sarà meglio tenerli sott'occhio per evitare che prendano malattie !

v. articolo del mv qui sotto - purtroppo ridurne il numero può essere importante, ed i cacciatori hanno un ruolo

Volpi in città: allarme rogna e cimurro

L’ultima è stata trovata morta domenica a Beivars. I cacciatori: numerose le segnalazioni, da Cussignacco a via Bariglaria




 

sabato 20 ottobre 2012

convivenza con i cacciatori

sempre più persone si lamentano.
E' vero che una caccia selettiva ben fatta ha un senso anche per la salute delle specie.
E' vero che cacciatori seri sanno cosa fanno e non impallinano la gente.
Ma è anche vero che le armi intrinsecamente sono una fonte di rischio incidenti e che si sente bisogno di zone dove andare a aspasso la domenica con bambini ed animali da compagnia senza sentire spari vicino.
Al punto che si inventano nuove forme di protesta: oggi mi girano questo video.
L'esclamazione in fondo al video, io non la direi, ma il problema va risolto.

p.s. pubblicando sul blog, non mi immaginavo che si arrivasse alla foto di prima pagina del Messaggero!

MENESTRELLO AMBIENTALISTA NEL parco DEL TORRE

strillo in prima pagina(con foto):Un’idea semplice. Una rivolta pacifica. Una ribellione personale contro la caccia nel parco del Torre. Marco, 37enne udinese con la passione per la musica, porta spesso a passeggio la cagnetta Wilma nel prato e con il suo banjo suona per far scappare la selvaggina e fermare i cacciatori. A PAGINA 27

Suona agli uccelli per salvarli dai cacciatori

... fucilata a pochi metri da quattro amiche che passeggiavano. E’ nato un battibecco tra le donne e il cacciatore che non si sarebbe scusato


 

martedì 9 ottobre 2012

A meno di 100m dalle case non si caccia


La legge ammette che i cacciatori vadano in giro sui campi altrui, però con divieto di sparare a meno 100m dalle case, 50m dalle strade . La distanza è di 150 se in direzione di strade o case.

 


articolo di oggi, riferito ad un episodio di domenica 30 settembre :

Cacciatore spara vicino alle case
Cittadini e “colleghi” si ribellano

... Il direttore della riserva di caccia, Silvano Buiatti: «Chi si comporta così deve essere espulso»

p.s. manco a dirlo, altre proteste per la domenica dopo, anche se in questo caso i cacciatori non erano quelli della riserva di Udine, ma di Padamano o Remanzacco:

Sfiorato incidente di caccia Raffica di denunce Wwf

... fucilata a pochi metri da quattro amiche che passeggiavano. E’ nato un battibecco tra le donne e il cacciatore che non si sarebbe scusato


Sarebbe bello se almeno, per andare a spssso nel Parco, ci fossero orari nei quali i cacciatori dessero la certezza che non si caccia. Intanto, se non mi sbaglio, le giornate di silenzio venatorio in Comune di Udine sono il martedì ed il venerdì, mentre mercoledi, sabato e domenica si caccia agli animali stanziali ; lunedì e giovedì a quelli di passo.

Giusto per ricordarsi che, senza farlo apposta, possono succedere incidenti, ecco due esempi in Veneto durante la stessa domenica:
Incidente di caccia in Agordino: parte un colpo dal suo fucile, muore 48enne
Cacciatore mira una lepre, colpisce il figlio ad un occhio


 

venerdì 5 ottobre 2012

14 ottobre : marcia non competitiva "atôr pa le Tor"


era ora ! come ogni parco che si rispetti, una marcialonga ci sta bene !
14 ottobre, dal campo sportivo di Beivars

dettagli in questo link
ed in quest'altro link, volantino pdf
Per ulteriori informazioni: assoc. Movìnsi, tel. 333.5691103.

 

p.s. bell'articolo: peccato che sia uscito solo lunedi 22 !

Tregua coi cacciatori: in 700 alla riconquista del parco del Torre

Doppiette archiviate per la prima marcialonga “Atôr pe Tôr”. Gli organizzatori: avviata una nuova fruizione dell’area

Tutto è partito da un’idea che Anna Chiarandini, marciatrice con un passato agonistico pluriblasonato e attuale detentrice di alcuni record sportivi, da tempo nutriva. Sognava di usare lo sport per dare nuove vocazioni al parco. «I limiti di questa incantevole area verde non stanno solamente nella non sempre facile convivenza fra podisti, ciclisti, amanti della natura e soci della Riserva di caccia, che recentemente è sfociata in pericolosi incidenti – osserva la Chiarandini – ma anche nelle altre attività che si svolgono nel parco, benché vietate, come le gare di enduro e quelle con i cavalli.
Eppure il parco del Torre – continua – è il luogo ideale per fare sport, per ammirare le risorse floro-faunistiche, ma anche storiche». Così, per avvicinare questi obiettivi, sono partite le trattative con la Riserva di caccia. «Il direttore Silvano Buiatti si è dimostrato disponibile e si è preso l’impegno di non interferire con l’iniziativa – ammette la Chiarandini –, che vuole essere un primo passo alla riconquista del parco, tanto che abbiamo già inserito la manifestazione nel calendario Fiasp per il prossimo anno». Le adesioni sono andate ben oltre le aspettative, ben 700 spiega la Chiarandini, che con Marco Zoratti ha coordinato la manifestazione. Il parroco di Beivars, don Olivo, ha concesso il campo sportivo per le premiazioni, mentre il personale della farmacia ha organizzato un banchetto per la misurazione della glicemia e Protezione civile e alpini hanno offerto pastasciutta a tutti.
E mentre i marciatori del Torre hanno perlustrato gli argini attraversando i borghi di Godia e San Bernardo e visitando i luoghi storici del Mulino Coiutti, il Battiferro e le Fornaci, i bimbi si sono raccolti in gruppi animati dalle associazioni Arteventi e Keep Moving. Insomma, è stata una festa per tutti. Grazie al clima di collaborazione che si è instaurato con la Riserva di caccia, dopo l’episodio di una decina di giorni fa quando una fucilata ha sfiorato un gruppo di donne a passeggio nel parco, ora forse si può pensare a una nuova e più ragionata fruizione dell’area, fa capire l’organizzatrice.

domenica 13 novembre 2011

lunedi 14/11, chi non vuole cacciatori manifesta

mi segnalano che chi non vule la caccia nel parco, manifestera` lunedi 14/11/2011 alle 13:20 o 13:30, davanti alla sede della Regione in via Sabbadini.
Ci sara` il WWF.

Per chi si e` perso le polemiche, ecco le puntate precedenti, con rassegna stampa :
post del 2 ottobre 2011, con le lamentele dei residenti zona via del Bon

a proposito, anche "il Friuli" del 17/10/2011 :
Passeggiate a rischio
e Messaggero Meneto del 18/10/2011 :
Caccia nel parco rischiosa
Il Wwf: è ora di bandirla



p.s.
Messaggero Veneto 9/11/2011 (prima della manifestazione)
Caccia nel parco, sit-in davanti alla Regione

Messaggero Veneto 15/11/2011
«Vietare il parco del Torre ai cacciatori»
(questa volta on-line hanno caricato la foto sbagliata, non quella che era stampata!)

link video servizio televisivo dopo la manifestazione:



Ecco il testo del cominicato ricevuto da un europarlamentare a proposito:

Caccia nel Parco del torrente Torre (Udine)



Zanoni (IDV): “I sindaci blocchino subito la caccia nel parco”.

E’ sempre più difficile la convivenza tra cittadini e cacciatori nel Parco del torrente Torre che interessa i comuni di Udine, Pradamano, Remanzacco e Povoletto. In questo parco che si estende attorno al torrente Torre dovrebbero convivere cittadini che svolgono attività fisica come la corsa, la marcia, la bicicletta o che semplicemente camminano per la passeggiata naturalistica, e le doppiette dei cacciatori.

Il rischio per l’incolumità delle persone che frequentano il parco è molto elevato tanto che ha indotto molti cittadini e due delle maggiori associazioni di protezione ambientali, il WWF e la LAV, a chiedere l’interdizione del parco alla caccia.

La stessa legge 157/92 (Norme per la protezione della fauna selvatica omeoterma e per il prelievo venatorio) all’articolo 21 lettera a) recita: “E' vietato a chiunque l'esercizio venatorio nei giardini, nei parchi pubblici e privati, nei parchi storici e archeologici e nei terreni adibiti ad attività sportive”, e non sembra lasciare dubbi sull’opportunità di far convivere caccia e parchi pubblici.

Per un caso analogo nel Bosco di Mestre, il Sindaco di Venezia il primo settembre 2011 ha emesso con ordinanza, la n.513, un divieto temporaneo di caccia sul fondo, della durata di tutta la stagione di caccia, ritenendo che l’attività venatoria e la presenza dei cacciatori all’interno del Bosco non sia compatibile con la fruizione pubblica dell’area da parte di visitatori, turisti e scolaresche, al fine di non recare pregiudizio alla sicurezza ed alla incolumità pubblica.

“Esprimo tutta la mia solidarietà – dichiara Andrea Zanoni presidente della LAC ed eurodeputato di Italia Dei Valori- ai tantissimi cittadini ed associazioni che si battono per il sacrosanto diritto di usufruire di questo importante bene pubblico, continuamente minacciato dall’attività di pochi privilegiati cacciatori che potrebbero benissimo svolgere la loro pericolosa attività altrove.

Regione e comuni – continua Zanoni -dovrebbero dare una risposta tempestiva ai cittadini, soprattutto quando si tratta di sicurezza e incolumità pubblica, ricordando che sono stati eletti per fare gli interessi di tutta la popolazione e non quelli di una lobby minoritaria.

Per questo non vorrei essere costretto a vedere il solito rimpallo di responsabilità tra i vari enti: la salvaguardia della pubblica sicurezza è responsabilità dei sindaci e questi possono, anzi devono, muoversi il più velocemente possibile, anche senza aspettare le decisioni della regione, che potrebbero non arrivare in tempi utili per evitare incidenti gravi.

Do il mio appoggio – conclude l’eurodeputato – alle associazioni e ai singoli cittadini che hanno organizzato per lunedì prossimo (14 novembre) una manifestazione alle ore 13.00 all’interno del parco, e li sosterrò ad ogni livello in questa battaglia di civiltà”.


Uff. Stampa On. Andrea Zanoni
Email stampa@andreazanoni.it
Tel +32 488 88 23 50
Web www.andreazanoni.it
Twitter @Andrea_Zanoni

Facebook ANDREA ZANONI


(foto del 20/12/2008, si caccia anche qui, alla distanza minima consentita dalle case)

domenica 2 ottobre 2011

Caccia nel Parco

Articolo "Parco del Torre, è allarme caccia
La gente: pericoloso passeggiare" Messaggero Veneto di venerdi 30 settembre
.

In effetti, la caccia e` vietata nei parchi nazionali e regionali (almeno, se non passa l'emandamento proposto dall'on.Molinari alla legge sulla caccia - v. anche qui), ma non in quelli comunali o intercomunali ed il Parco del Torre si trova tra questi ultimi.

Per me che scrivo, il problema non sono le torrette per la caccia selettiva (da anni passo davanti a quella presente sulla sponda di Salt all'atezza di Godia), in quanto per praticarla bisogna essere dotati di buoni canocchali di mira ed e` previsto di riconoscere non solo l'animale da colpire, ma distingurne anche sesso eta` e condizione di salute.

Piuttosto, viene effettata anche la caccia non selettiva (fagiani ec.) che prevede l'impiego di pallini che si disperdono con una rosa piu` larga. In effetti ad andare a correre nella pista di cross nel bosco, soprattutto la mattina presto di domenica e mercoledi, puo` significare mettersi sotto tiro, a meno che non ci si segnali acusticamente in modo opportuno (disturbando anche la fauna).

E` vero, adesso che il Parco viene sempre piu` sfruttato per l'attivita` all'aria aperta, si creano problemi di convivenza.

Appena la giunta di Udine sara` piu` libera dalla definitva approvazione del nuovo Piano Regolatore Generale (osservazioni ed opposizioni entro il 9/11/2011 e del Piano Urbano della Mobilita`, e` in programma una revisione del Piano del Parco , che coinvolga anche comuni contermini: in vista di una tale revisione, il seguente potrebbe essere un promemoria di desideri, da concordare con la riserve di caccia comunali di Udine, Povoletto, Pradamano, Remanzacco (le foto dell'articolo forse sono fuori dal territorio comunale di Udine, ma in quello di Pradamano):

  • far conoscere pubblicamente gli orari di caccia, soprattutto di quella non selettiva
  • perimetrare con tabelle le zone di ripopolamento (dove non si spara, ma dove anche i non cacciatori dovrebbero tenere i cani al guinzaglio per non disturbare la fauna in crescita)
  • perimetrare con tabelle le zone di addestramento cani e possibilmente gli orari in cui tale attivita` e` prevista
  • sarebbe bello se le riserve concordarassero con le amministrazioni alcune zone bandite dalla caccia (i percorsi piu` frequentati da chi va a correre), chiaramente perimetrate con tabelle


P.S. "L’altolà del Wwf : basta cacciatori nel parco" Messaggero Veneto di lunedi 3 ottobre

link al post del l'anno scorso dove nel video-caricatura del WWF a proposito della delimitazione delle "Aree di protezione della fauna selvatica" in attuazione della legge 157/1992, si cita proprio il parco del Torre ... per inciso, il video non sembra poi tanto una caricatura, considerata anche l'approvazione al Senato del disegno di legge soprannominato "salva-furbetti".

in seguito alle segnalazioni, il WWF aveva pensato ad una passeggiata domenicale di sopralluogo, per verificare se il parco risultava fruibile anche dai non cacciatori, e pensava di fare cosa sensata a comunicarla come 'manifestazione', ottenendo il diniego dell'autorizzazione : ecco il comunicato che ha inviato lunedi 17 ottobre seguente:

Udine, 17 ottobre 2011
IL WWF: “IL VICEQUESTORE CONFERMA LA PERICOLOSITA’ DELLA CACCIA NELL’AREA VERDE”
>

L’associazione chiede al sindaco di Udine, al Prefetto e alla Regione di vietare l’attività venatoria nel parco cittadino.

“Andare a manifestare nel parco del Torre di domenica mattina significa esporre se stessi e gli altri a un pericolo reale”: è con queste parole che, secondo quanto riportato dalla stampa, il vice-questore di Udine venerdì scorso ha negato alla Lav l’autorizzazione a fare una passeggiata nel parco udinese per verificare di persona i pericoli legati all’attività di caccia all’interno dell’area verde. “Con questo atto – commenta oggi il Wwf – la questura ha di fatto ammesso l’incompatibilità fra l’attività di caccia e la frequentazione pacifica di un parco pubblico. Un tanto dovrebbe bastare al Comune di Udine per chiedere immediatamente la sospensione dell’attività venatoria nel Parco del Torre e alla Regione per decretare il divieto”.

“Qual è poi il messaggio – continua l’associazione – che viene lanciato dal vicequestore quando afferma che “una cosa è passarci per una corsetta o per portare a spasso il cane, un’altra è andarci con l’intenzione di organizzare un presidio di protesta”: che se si va al parco del Torre per svagarsi non si corre alcun pericolo ma se si va per protestare c’è il rischio che i cacciatori ti sparino dietro?”.
“È vero – ha ammesso poi la questura – che hanno detto che ci sarebbero andati senza fischietti e bandiere, ma già il fatto di fare su e giù o di sostare in un punto diventa occasione di disturbo nei confronti di chi ha pieno diritto di cacciare dall’alba al tramonto”.
“Allora qual è la reale motivazione del decreto di divieto alla manifestazione? - si chiede il Wwf - La sicurezza dei cittadini oppure il diritto dei cacciatori a sparare, diritto che diventa privilegio quando viene garantito a vantaggio di pochi cittadini e a scapito di tutti quelli che invece vorrebbero usare il parco per altre finalità, compresa, perché no, la sosta per un tempo indefinito in un punto del parco?”.

Se non bastassero le parole della questura, a confermare la potenziale pericolosità dell’attività venatoria per la sicurezza pubblica, soprattutto in aree abitualmente frequentate dalla popolazione, sono gli incidenti di caccia che periodicamente riempiono le cronache dei giornali: l’ultimo, eclatante, è proprio di ieri, vittima un cacciatore ferito a un braccio e una gamba dai colpi sparati da nientemeno che il sindaco di Verona Flavio Tosi durante una battuta nella riserva di Terzo di Aquileia.

“Dopo le dichiarazioni del viceprefetto – conclude il Wwf – ci aspettiamo che le autorità (Sindaco di Udine, Prefetto, assessore regionale competente) intervengano con urgenza per vietare l’ingresso delle doppiette nel parco comunale. Sappiamo che la competenza in materia di caccia non è del Comune né del Prefetto, ma quella della tutela della sicurezza dei cittadini sì. Infine alla Regione, a cui spetta il compito di individuare le aree interdette all’attività venatoria, chiediamo di inserire tra queste il Parco del Torre e di emanare decreto di chiusura della caccia in tale contesto”.



In quanto a chi scrive, ho passeggiato alungo con il cane domenica 16 in mattinata, ed ho incotrato cacciatori isolati tra gli impianti di Vidoni e le case di via Bariglaria, spari regolari nella zona 'di là de Tor' (ad almeno 150 metri dal guado cilcabile, o meno ?, tra gli alberi non c'è visibilità), e spari isolati lungo la roggia di Palama tra Beivars e Godia (ma sono ripettate le distanze dalle case e dalla scuola ?).
Un corridore in pausa mi diceva di aver visto nei mesi scorsi una cerva, ed anche cacciatori di lepri nei capi di Godia con i fari alle due di notte.
In quanto ai fagiani che girano per i campi, tutti convengono sul fatto che, con il passare degli anni, si comportano sempre più come polli (non ho ancora mai visti i lanci, ma direi che sono abbastanza freschi di allevamento).

intanto è arrivato questo commento (ma inviato sul post successivo):

Beh, i cacciatori non mi sembrano tanto invisibili o in sicurezza. Questa mattina ero con mia moglie e abbiamo corso 20km nel Parco del torre. Abbiamo incontrato due distinti gruppi di cacciatori, fucili in spalla e ciascuno con una muta di cani.
Inoltre abbiamo sentito schioppettate tutta mattina.
Non esiste: dove ci sono le persone non si gira con i fucili. Punto e basta.
Cosa ne dite se mandiamo una petizione alle autorità per togliere il permesso di caccia nel Torre?
Alessandro Giuriani


Per inciso, la settimana scorsa, ed anche questa, nei pressi dei guado di Beivars si svolgono esercitazioni militari ... poche decine di giovani soldati per volta (tal volta 5 camionette che posteggiano nel parco a ridosso della sbarra di via Emilia, arrivandoci attraverso il guado dal lato di Grions)